LIGNANO SABBIADORO

La “Piccola Florida” vi da il “Benvenuti”

Alcuni cenni storici di una cittadina affascinante e unica nel suo genere

STEMMA LIGNANO SABBIADORO
LIGNANO SABBIADORO
Friuli Venezia Giulia

fino al 1959 frazione di Latisana, è un comune italiano di 6 837 abitanti[1] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Posto sul mare Adriatico è noto per la sua vocazione turistica.

STORIA

Lignano era già abitata ai tempi dei Romani che avevano costruito un presidio militare per il controllo della laguna, situazione che venne riconfermata anche nel medioevo. Il nome era Lignanum. Non si sa da dove derivi il nome, ma si pensa da lupi essendo una zona frequentata dai lupi. Fino all’arrivo della Repubblica di Venezia la località contava 8 abitanti insediati sulla punta. Non era possibile accedere con i carri, ma solo a piedi lungo quella che divenne la nuova Statale (che a Lignano continua con il nome di via Tarvisio-via Latisana). L’antica via romana Via Crescenzia entrava invece su quello che diventerà corso Alisei – viale Centrale. Per accedere con carri era necessario raggiungere il villaggio con zattere attraversando tutta la laguna. La strada d’accesso costruita dai Romani non fu mai carrozzabile e neppure lastricata, rimase sempre come sentiero.

STORIA

Collegata all’entroterra dalla strada regionale 354, Lignano ha sviluppato la sua vocazione turistica negli anni trenta del Novecento. I primi insediamenti alberghieri risalgono tuttavia all’inizio del 1900 quando la penisola non era raggiungibile via terra, ma solo in barca attraverso la Laguna di Marano, rappresentando una delle più antiche stazioni balneari d’Italia. All’epoca la penisola lignanese era quasi interamente ricoperta da una foresta di pini e gli unici insediamenti rurali erano situati lungo il litorale della laguna.

STORIA

Nel 1903 fu costruito il primo modesto impianto balneare, grazie ai finanziatori veneti Bregant, Poletti, Vighy e all’impresario Alessandro Toffano, e il primo albergo, per impulso di Angelo Marin, Mario Piani e Luigi Piani. Tuttavia, a causa della malaria, diffusa nelle paludi adiacenti la penisola, lo sviluppo di Lignano si ebbe solo dopo le opere di bonifica dei territori malsani, effettuate nel corso degli anni venti.

STORIA

Nel 1926 fu aperta la prima strada comunale fra la località di Lignano e Latisana che permise la nascita di un primo nucleo abitativo (nel 1931 si contavano già alcune centinaia di residenti). Nell’anno 1935, con l’istituzione di un’Azienda di Soggiorno e Turismo, venne aggiunto il nome di Sabbiadoro a scopo promozionale.
Tre anni più tardi (1938) Lignano Sabbiadoro contava circa mille posti letto con un movimento turistico valutabile in oltre sessantamila presenze. Lo sviluppo vero e proprio della cittadina, iniziato a partire dal piano regolatore del 1936, fu frenato dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, ma riprese a ritmi sostenuti negli anni cinquanta. Nel 1953 l’architetto Marcello D’Olivo crea e sviluppa un originale progetto urbanistico per la rete viaria di quella che diventerà Lignano Pineta.

STORIA

Nasce in quegli anni la celebre chiocciola che diverrà successivamente uno dei simboli della cittadina friulana. Nel 1951 la frazione di Lignano Sabbiadoro contava circa 1.200 abitanti. Alla fine di quello stesso decennio gli abitanti erano quasi raddoppiati. Divenne comune autonomo da quello di Latisana nel 1959.

MONUMENTI- Chiesa di Santa Maria del Mare

La chiesa di Santa Maria è stata costruita nel Quattrocento, nel borgo di Bevazzana nel comune di Latisana sulle rive del Tagliamento. Nel 1965-1966 è stata smontata e ricostruita nella pineta del GETUR per salvarla da una piena del fiume. Sull’abside sono stati collocati una serie di affreschi di lode alla Madonna, originariamente posti su pannelli e risalenti a circa il 1470, di autore anonimo. L’altare in pietra è stata rinvenuto durante i lavori di trasloco ed apparteneva in origine a un oratorio paleocristiano o altomedievale che sorgeva sul luogo in cui in origine era stata edificata la chiesa. Sono inoltre presenti un’acquasantiera del 1498, una scultura in pietra raffigurante la Madonna che allatta il Bambino del comasco Giovanni Antonio Pilacorte e una scultura in legno dipinto della Madonna con Bambino quattrocentesca. Su uno dei muri esterni è presente il frammento di un protome in marmo raffigurante la Medusa risalente a un periodo compreso tra l’età traianeia e il III secolo, rinvenuto nel 1990 sul sito originario della chiesa.

MONUMENTI
Chiesa di San Giovanni Bosco

La prima chiesa parrocchiale di San Giovanni Bosco, realizzata tra il 1937 ed il 1938 fu abbattuta durante gli eventi bellici. La nuova chiesa fu eretta nel 1945, poi ristrutturata e ingrandita dal 1989. La chiesa superiore, più ampia, è stata intitolata alla Madonna dell’Adriatico, mentre la Cripta ha mantenuto la dedicazione a San Giovanni Bosco. La concezione archittetonica della chiesa superiore è moderna, l’interno della cripta è ad aula unica.

TURISMO

Lignano vanta di un complesso di infrastrutture nautiche da diporto, con circa 5000 posti barca e 7 darsene. Ha un litorale e una spiaggia suddivisa in tre zone (SabbiadoroPineta e Riviera), che si estendono per circa 8 km con infrastrutture ricettive e ricreative. La presenza turistica è molto elevata con circa 5000000 di presenze annuali. Da alcuni anni Lignano fa parte, unitamente ai comuni di Grado e Aquileia, del comprensorio turistico lagunare della Bassa Friulana di cui concorre ad incentivare lo sviluppo, l’economia e i consumi agricoli.
Il comune si fregia della Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee.
A Lignano si trova il primo parco acquatico aperto in Italia e secondo in Europa battezzato Acquasplash e il luna park Strabilia, tra i più importanti a livello nazionale.
Nel 1954 lo scrittore e premio Nobel per la letteratura Ernest Hemingway descrisse la località come la “Florida d’Italia”.

fonte: www.wikipedia.org

Ernest Hemingway

Non solo mare, sole, sabbia dorata, divertimento. Lignano è anche cultura, grazie soprattutto a un visitatore d’eccezione: Ernest Hemingway. Doveva esserci caldo e un’afa appiccicosa quando l’autore de Il vecchio e il mare, nell’aprile 1954, arrivò a Pineta, in quella che era ancora solo un cantiere del visionario architetto Marcello D’Olivo, la meravigliosa e unica cittadina a forma di chiocciola che oggi tutti conoscono.
Hemingway adorava andare a caccia di anatre selvatiche lungo il Tagliamento ed era affascinato da canneti, pinete selvagge e isolotti. Chissà se l’aveva immaginata proprio così questa “Florida italiana” come battezzò quella che sarebbe diventata la spiaggia più frequentata in Friuli Venezia Giulia.
Ernest Hemingway è stato in Friuli in diverse occasioni e lo ha cantato in un suo libro memorabile, Addio alle armi, che racconta, nella finzione romanzesca, parte della sua esperienza nella Prima Guerra mondiale. Il suo rapporto con queste nostre terre si rinsaldò nel corso degli anni grazie all’amicizia con la famiglia Kechler, che lo ospitò spesso nelle proprietà friulane e appunto nella nascente Lignano.
Ne scrisse anche in Di là dal fiume e tra gli alberi, nato da una storia tutta friulana tra Hemingway e la giovane Adriana Ivancic, la diciannovenne cugina di Kechler. Fu da questa storia che Hemingway trovò lo slancio creativo necessario a scrivere il suo romanzo friulano ancora oggi molto amato dal pubblico.
Lignano gli ha dedicato un Parco (proprio dove fu invitato a costruire la sua casa) e un Premio letterario Internazionale.

fonte: www.turismofvg.it